Euripide

Lo stile

Le sue tragedie sono decisamente antitetiche ai dettami aristotelici circa l’unità tematica della composizione di questo tipo di opere.

Per Aristotele risultava inconcepibile che esistesse una parte dell’opera a se stante o che fosse tanto esterna dall’economia dell’opera da poterne addirittura esserne tirata fuori senza per questo alterare la struttura del narrato; per Euripide invece a volte l’unità della tragedia è unicamente basata sul tema narrativo e, in definitiva, l’opera risulta da un mero accostamento di atti unici: distinti, autonomi e di per sé perfettamente compiuti.

Cratere di età classica raffigurante una scena tratta dall'Ifigenia in aulide

Cratere di età classica raffigurante una scena tratta dall'Ifigenia in aulide.

Fu un entusiastico ammiratore delle innovazioni musicali apportate dai ditirambi di Timoteo al punto che la lirica delle sue opere risalenti all’ultima fase del suo lavoro ne subirono palesemente l’influsso.

Con lui si rompe l’utilizzo classico del coro, addirittura diventerà per Euripide quasi una presenza ingombrante che non saprà ben utilizzare in quanto non trova più spazio nell’economia della sua tragedia.

I versi delle sue tragedie sono intrisi di sentenze e forse questo è uno dei motivi per cui venne citato tanto spesso da autori postumi: tutti potevano trovare all’interno delle sue opere delle citazioni adeguate all’abbisogna.